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1. Cosa significa Business Angel?

Business Angel significa letteralmente "Angelo degli Affari". Un Business Angel è una persona fisica che investe in un’impresa, apportando non solo risorse finanziarie ma anche la sua esperienza manageriale e la sua rete di conoscenze. Il Business Angel può quindi essere considerato come un azionista attivo (Partner Attivo) della società, il cui obiettivo è quello di accumulare un plus valore in un tempo definito, aiutando l’impresa a svilupparsi.

2. Che differenza c'è tra Business Angel e Società di Venture Capital? Sono due figure in concorrenza fra loro?

La differenza sta principalmente nelle dimensioni dell’intervento. Il Business Angel opera generalmente su dimensioni di investimento medio intorno ai 75 mila Euro e, prevalentemente, nella fase di avvio (start-up) dell'attività imprenditoriale. Il Venture Capitalist invece opera su dimensioni maggiori ed interviene generalmente nelle fasi di sviluppo e consolidamento. Quindi, i due interventi sono complementari e il segmento di mercato che presidiano è diverso.

3. Quali sono le fasi del ciclo di vita di un’impresa che interessano i Business Angels?

  • Ricerca e sviluppo (seed)

  • Avvio (start up)

  • Sviluppo (early stage)

4. Come si diventa Business Angel?

In Italia non esistono specifici registri o albi ufficiali per la qualificazione formale di Business Angel, tale qualifica discende principalmente dall’aver perfezionato alcuni investimenti riconducibili a tale attività nonché dall’essere parte attiva nei network di Business Angel e nel settore di riferimento. In altre parole la qualifica di Business Angel appare oggi essere una conseguenza pratica della propria attività privata e informale di investimento.

5. Chi partecipa a questo Network?

Non c'è una figura ben definita: si tratta di soggetti che in passato sono stati imprenditori, banchieri, professionisti o manager di impresa e che a seguito del loro investimento svolgono un ruolo attivo nello sviluppo del progetto, sfruttando la propria esperienza manageriale o professionale nonché la propria rete di contatti.

6. Che tipi di società si possono costituire?

La S.r.l o S.p.a sono le più idonee forme per limitare la responsabilità del Business Angel.

7. Gli imprenditori devono cedere delle quote societarie in caso di intervento di un business angel?

Nel caso di intervento da parte di un Business Angel come contropartita dei fondi di finanziamento vengono cedute delle quote societarie. In questo modo l’impresa aumenta il suo capitale di base e le sue competenze ed esperienze in virtù dell’apporto del Business Angels in termini di capacità manageriali ed esperienze.

8. Il Business Angel deve essere retribuito per il tempo dedicato al progetto imprenditoriale?

Dipende dagli accordi presi inizialmente tra il Business Angel e colui che presenta il progetto. È statisticamente dimostrato che il tempo impiegato dal Business Angel nel progetto imprenditoriale viene spesso riconosciuto da parte dell’impresa attraverso il pagamento di una fee.

9. Che atteggiamento hanno le banche nell’esaminare un progetto imprenditoriale seguito da un Business Angel?

Il Business Angel, grazie alle sue ottime credenziali, da maggiore credibilità al progetto imprenditoriale. Questo fa sì che le banche siano più propense a concedere finanziamenti ai progetti tutorati da un Business Angel.

10. Che esperienze deve avere il Business Angel?

Molti Business Angel hanno maturato significative esperienze nel campo della gestione aziendale. È anche vero però che più esperienze si hanno più si è capaci di scegliere il progetto migliore e contribuire al suo successo. Esistono infatti diverse tipologie di Business Angels:

  • wealth maximizing angel (che hanno una capacità di investimento relativamente elevata, aspettative di rendimento alte, desiderano ricoprire un ruolo dirigenziale ed investono tipicamente in settori in cui possono mettere a frutto la loro esperienza professionale);
  • income seeking angel (hanno una disponibilità finanziaria più contenuta rispetto alla prima categoria, sono relativamente più avversi al rischio in settori di cui conoscono le caratteristiche, vincoli e opportunità; ciò che li caratterizza è che essi cercano un’occupazione part time o full time nello start up che garantisca loro una remunerazione periodica);
  • virgin angel (rappresentano un potenziale di investimento in capitale di rischio estremamente significativo; tendenzialmente preferiscono investire nella propria zona di residenza, ma a causa della loro inesperienza in qualità di Business Angels hanno difficoltà a reperire e selezionare buoni progetti e necessitano quindi di un supporto professionale come quello apportato dai BAN).

11. Quando e come il Business Angel può vendere le sue quote?

Premesso che il Business Angel non vuole appropriarsi del progetto su cui interviene, in linea di massima, le modalità e i tempi di uscita vengono definiti all’inizio del rapporto di collaborazione. Statisticamente l’uscita avviene entro un massimo di cinque anni. Le quote possono essere vendute alla stessa società o a terzi, a seconda degli accordi presi.

12. Ci sono particolari agevolazioni fiscali per questo tipo di investimenti?

Il regime fiscale applicabile alla plusvalenza varia a seconda delle caratteristiche della partecipazione ceduta. In particolare:

nel caso di partecipazioni qualificate, la plusvalenza concorre a formare il reddito complessivo del Business Angel nella misura del 49,72% mentre nel caso di partecipazioni non qualificate, la plusvalenza è soggetta ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 12,5%

L’art. 68 del TUIR, come novellato dal D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in l. 6 agosto 2008, n. 133, riconosce un’agevolazione per le plusvalenze realizzate da soggetti non imprenditori che investono in società neocostituite o in fase di avvio della loro attività. L’agevolazione consiste nel riconoscimento, a certe condizioni ed entro certi limiti, di un’esenzione dalle imposte sui redditi delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni (qualificate e non) in società costituite da non più di sette anni, a condizione che (i) al momento della cessione le partecipazioni siano possedute da almeno tre anni e (ii) entro due anni dal loro conseguimento, le plusvalenze siano reinvestite in società che svolgono la medesima attività e siano state costituite da non più di tre anni.

13. Esiste un modo attraverso il quale è possibile imparare dall’esperienza degli altri Business Angel?

Basta aderire ad uno dei network di business angels in modo tale da essere ammesso a partecipare ai forum di investimento.

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